Cominciamo a pubblicare i nostri lavori che riguardano la salvaguardia del Pianeta Terra.
giovedì 28 aprile 2016
domenica 23 giugno 2013
giovedì 20 giugno 2013
We love...
monti e monti
e arrivaron qui
ove il mare ondeggia blu
e quando il vento fischia
le onde diventan uragani
e quando il vento non ne ha
voglia
il mare è
come un foglio su un tavolo
I giorni caldi d'estate
attiran molti turisti
e il mare trabocca di bambini,
adulti, persino anziani…
che si divertono in acqua
e prendono il sole...
l’estate in queste città
porta gioia e felicità
Tutti aspettan con ansia l'estate
quando la scuola chiude
e si butta via la divisa...
al mare in canotta e pantaloncini
C'è
chi fa a gara per arrivare sugli scogli,
chi
fa un castello di sabbia,
chi
gioca a palla nell'acqua,
chi
sulla spiaggia gioca a tennis,
chi
sotto la palma gioca a carte...
Però...
attenti a salire sugli scogli...
se ti becca il bagnino sei
fritto...
e se ti pizzica un granchio....
Certamente non esiste solo
l'estate ma anche l'inverno
anche se non è
così
divertente....
raramente cade la neve
e quindi i bambini vanno in
montagna...
sarebbe bello che esistesse da
noi una città
che abbia il mare e la
montagna...
ma Pescara non è
così...
D'inverno si accendono poco i
mezzi di riscaldamento
per evitare l'inquinamento
e d'estate idem per i
ventilatori....
Però....
noi amiamo la città in
cui viviamo
e non abbiamo intenzione di
lasciarla.
Elisa (prima media)
mercoledì 19 giugno 2013
Una serie di post scritti dai ragazzi sui tratti salienti di Pescara: una
città di mare con ampie riserve naturali, circondata da monti e Parchi
Nazionali, antiche chiese e monumenti che si raggiungono in meno di un’ora.
Francesco B. (seconda media)
Elian (seconda media)
mercoledì 29 maggio 2013
II mare di Pescara agitato
Ci fu un tempo in cui il mare era agitatissimo: grandi onde si abbattevano contro scogli e frangiflutti e nei grandi schizzi che si innalzavano nel cielo apparivano creature orribili tra cui verdesconni e palamelfìni.
Nel mare si nascondeva una gigantesca ostrica, alta 10 metri, larga altrettanti, diametro di 13 metri e stazza di 56 tonnellate. La stessa ostrica, per quanto era addolorata di aver perso la sua perla, emanava rumori inquietanti che riuscivano a fondere in un'unica creatura due tipi di pesci: il verdesconno (incrocio tra verdesca e tonno) e il palamelfino (incrocio tra palamiti e delfini): erano due creazioni che incombevano terrore nel mare.
In un primo momento gli abitanti della città di Pescara, luogo dei terribili fenomeni acquatici, si spaventarono tanto che pensarono che fosse arrivata la fatidica ora che incombeva sulle città.
Il sindaco decise di inviare uomini esperti in ricognizione nel mare, ma tutti i sub più esperti erano terrorizzati; si decise allora di mandare piccoli sottomarini e così fu.
I pesci più piccoli erano atterriti dagli altri malvagi, scappavano appena ne vedevano uno; i sottomarini inviati dallo stato, con all'interno i sub, avevano registrato e calcolato tutto.
Le urla dell'ostrica agitavano tanto il mare e i pesci modificati, per quanto nuotavano forte e velocemente, provocavano schizzi al di fuori del mare che raggiungevano l'altezza dello spruzzo di un geyser.
II sottomarino ritornò in superficie e i sub andarono dal governo a riferire tutto ciò che avevano scoperto. Il sindaco decise di fare ricerche sulla perla smarrita dell'ostrica gigante.
I sub avviarono le ricerche e dopo ore di ricognizione nei fondali marini trovarono una grossa forma sferica color argento ricoperta da sabbia; la ripulirono e la riportarono all'ostrica che smise di urlare e di conseguenza le creature nate dall'incrocio di due pesci ritornarono come prima e il mare di Pescara non fu più agitato e restò sempre calmo.
Giulia (terza media)
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